La fonte attendibile di Franco Maria Tassi, contemporaneo degli eventi, attribuisce il progetto per la villa dei Conti Colleoni a Filippo Alessandri; la costruzione è collocabile poco dopo la metà del Settecento, in un momento successivo alla villa Terzi di Trescore, opera dello stesso progettista.

Nel lungo prospetto simmetrico la residenza padronale, collocata al centro, assume il giusto risalto sia nella definizione architettonica sia nella volumetria: si tratta di un edifico a pianta quadrata a due piani che si affaccia sul più tardo giardino all’inglese. Il fronte è tripartito da lesene e la campata centrale si differenzia sia per l’alto timpano curvilineo sia per la serrata disposizione delle strette ma alte aperture.

L’impianto planimetrico è caratteristico del periodo, filtra l’accesso al grande salone del piano terreno un atrio che era affiancato lateralmente da due rampe di scale speculari (ora resta solo quella di destra) in pietra di Sarnico, che salivano al piano nobile. Il salone centrale riporta affrescato sul soffitto a padiglione l’Aurora di Francesco Domeneghini, lavori eseguiti sotto il possesso della famiglia Genoulhiac (dal 1880 circa) o più presumibilmente, dei Morlani (tra il 1900 e il 1909).

I sovraporta recano tracce di ovali entro i quali erano inserite delle tele attribuite al Magnasco. Sulla destra del salone centrale si trova il monumentale camino in pietra arenaria con decorazioni a stucco di angeli che reggono una corona che racchiude due stemmi: uno colleonesco, con il leone, e l’altro cardinalizio. Gli stemmi, ad eccezione del leone, sono visibili in pietra arenaria sulla facciata verso la corte, con sottostanti visi quasi reali.

Due per parte, ai lati del salone sono dislocate altre stanze, ognuna con decorazioni a stucco o a pittura. Il salone superiore si affaccia verso il giardino inglese; esistono alcuni dettagli che invitano a ipotizzare la totale ripartizione del piano sottostante, ma lavori di ripristino a seguito di un crollo del soffitto negli anni sessanta, hanno portato la disposizione allo stato attuale.

La villa era luogo di villeggiatura, ma anche centro dell’azienda agricola dei Colleoni; le dimensioni di questa struttura, caratterizzata dalle due lunghe ali frontali che affiancano la residenza, è definita da una cortina continua che, sul retro, forma un ampia corte rettangolare.

Bella e armoniosa è la sequenza architettonica dei portici a doppio ordine, aperti ad arco ribassato al piano terre, tamponati con sequenza ritmata di aperture al piano superiore. L’accesso carrale situato sul lato orientale reca lo stemma in pietra di Sarnico, dal gusto rinascimentale, dei Colleoni.


   
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